nostra patria è il mondo intero

(Scheda a cura di S. Licursi)

 

Lo spettacolo, recitato e cantato, prende l’avvio dalle figure, storiche e mitiche al tempo stesso, di Mazzini e Garibaldi. Sono loro gli ispiratori di molti dei movimenti di protesta e di lotta per i diritti dei lavoratori nati in Italia dalla seconda metà dell’Ottocento.

            Tre sono i filoni che presi insieme offrono − attraverso le testimonianze scritte, letterarie o di origine popolare, e i canti, anch’essi nati dal sentimento di un autore o da un’anonima voce  di popolo − un quadro del lungo, variegato e faticoso cammino della conquista dei diritti sociali e umani, dell’emancipazione da condizioni di povertà, soggezione e ignoranza.

 

IL LAVORO e la  PROTESTA POLITICA e SOCIALE.    Saliremo sui vostri palazzi!

Si potrebbero definire «dolenti note», o anche «canti della povera gente». Voci di contadini e contadine, di pastori costretti a vivere per una parte dell’anno lontano da casa. Canti della mietitura, lavoro bestiale sotto il sole a picco, di mondine tormentate dal fango, di raccoglitrici di olive, di servette mandate a faticare in casa dei «signori», di braccianti, uomini e donne, o magari semplicemente di donne che aspettano a casa un uomo che non si sa quando potrà tornare.

Voci di rassegnazione e di sofferenza, ma anche di protesta, di anelito all’uguaglianza e di speranza in un futuro migliore.

 

GLI EVENTI STORICI.     Addio, Lugano bella!

 L’epopea garibaldina, il movimento anarchico, la Comune di Parigi, l’internazionalismo proletario, gli scioperi insanguinati, l’eccidio perpetrato a Milano nel 1898 dal generale Bava Beccaris , ecc.

 

L’EMIGRAZIONE e l’IMMIGRAZIONE.     Tra le braccia un fagotto, un sogno nel cuore

            La «spartenza dolorosa e amara» che fa «piangere le pietre de la via». Lo sradicamento e la speranza; la mortale fatica e i sogni. Ieri (soltanto ieri?) gli italiani che partivano, oggi gli stranieri che arrivano. I temi della dignità della persona,  dei diritti sociali e umani, del lavoro che può dare la vita ma anche la morte, sono ancora oggi una bruciante realtà.

            Bastimenti e naufragi, struggente nostalgia, speranza di far fortuna e mettere le radici nel nuovo paese, o invece di tornare in patria per vivere dignitosamente;  soprusi patiti, vittime sacrificali immolate allo sviluppo senza limiti.

            Il naufragio della nave Sirio, l’ingiusta morte di Sacco e Vanzetti, l’incendio della fabbrica Triangle a New York,  la tragedia mineraria di Marcinelle, le «vedove bianche» rimaste a casa. Ma anche una ingenua fiducia nel domani: «Chi muta, Dio l’aiuta».